Vestito flamenco: origini, storia e stile di questo abito

Abito flamenco

Quando pensi alla cultura andalusa, qual è la prima immagine che ti viene in mente? Probabilmente la silhouette di una ballerina, le mani che disegnano archi nell’aria e, soprattutto, quel vortice di colori e balze che la avvolge. Il vestito da flamenco non è un semplice indumento, è un’icona vivente, un’armatura di seta e volantes che trasforma il movimento in arte.

Qui a Granada sappiamo bene che l’abito fa parte della magia tanto quanto la chitarra o il canto. Scopriamo insieme i segreti di questo simbolo immortale.

Cos’è un vestito da flamenco?

L’abito flamenco, conosciuto in Spagna anche come traje de gitana o traje flamenco, è molto più di un costume folcloristico. È l’unico abito regionale in Spagna (e forse nel mondo) che si evolve seguendo le mode, rinnovandosi anno dopo anno senza mai perdere la sua essenza.

Rappresenta l’identità andalusa: forte, passionale, orgogliosa. Indossare un vestito flamenco significa vestire una cultura intera. È lo strumento visivo che amplifica il duende, parola intraducibile che rappresenta l’essenza e l’energia flamenca, permettendo all’artista di estendere la propria espressività oltre i confini del corpo. Che sia su un palco di un tablao o tra la olvere di una Feria, questo abito è il protagonista indiscusso della scena.

Storia e origini

La storia del vestito da flamenco è piuttosto curiosa, poiché si tratta di un capo che si è evoluto nel tempo, adattandosi alle mode ma senza smettere di essere il segno distintivo della cultura spagnola, reinventandosi con nuovi accessori, materiali e stampe.

Per comprendere la magnificenza dell’abito di oggi, dobbiamo guardare alle sue origini simili. Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, le donne di estrazione sociale più modesta – spesso di etnia gitana, mogli di commercianti di bestiame o contadine – accompagnavano i mariti alle fiere del bestiame in Andalusia.

Indossavano comodi grembiuli con le balze (le cosiddette volantes), utili per lavorare ma portati con una grazia innata. L’utilizzo di ricami e colori vivaci valorizzava la figura femminile, accentuandone le curve e il portamento e attirando l’attenzione delle donne borghesi dell’epoca. Queste iniziarono poco a poco a copiare quello stile, rendendolo sempre più diffuso durante le fiere di quel tipo.

La consacrazione del vestito come simbolo di eleganza e festa si ebbe con la Feria de Abril di Siviglia del 1929, durante il quale l’abito da lavoro si trasformò ufficialmente in un’icona culturale che presto si legò alla cultura flamenca.

Elementi distintivi

Cosa rende inconfondibile un vestito da flamenco? Alcuni elementi non possono mancare e definiscono a tutti gli effetti questo simbolo culturale:

  • la silhouette: aderente fino ai fianchi o metà coscia, per poi aprirsi in una cascata di balze in quello che viene tecnicamente definito un taglio a chitarra.
  • i volantes, ovvero le balze: possono essere sulla gonna o sulle maniche; sono loro a dare movimento e jaleo (vivacità) al ballo.
  • i lunares, ovvero i pois: rappresentano una fantasia classica e intramontabile, anche se oggi siamo abituati spesso a vedere stampe floreali o a tinta unita.
  • i colori: il rosso, il nero e il bianco rappresentano la sacra triade flamenca, ma l’Andalusia è anche terra di sfavillanti tonalità come il turchese, il fucsia, il giallo ed il verde smeraldo.
  • gli accessori: un abito non è completo senza il mantoncillo (uno scialle con frange), i fiori tra i capelli, i pettini (peinetas) e dei vistosi orecchini.

Una storia per ogni abito

Non esiste un abito universale. Ogni vestito racconta una storia diversa in base al contesto. L’abito che si indossa per la Feria, ovvero la fiera cittadina, è generalmente più pesante e ricco di accessori. Al contrario, il vestito da palcoscenico (meglio da tablao) utilizzato durante uno spettacolo professionale, è pensato per la performance: deve essere leggero, permettere ampi movimenti delle gambe e resistere al sudore e allo stress fisico del zapateado – la famosa percussione tacco-punta effettuata coi piedi durante il ballo.

Più in generale, l’abito da flamenco ha senza dubbio varcato i confini tradizionali e ha iniziato a far parte della moda moderna, cambiando e adattandosi alle tendenze del momento, pur mantenendo sempre alcune caratteristiche fisse. Infatti, è l‘unico costume regionale in Spagna che si rinnova in base ai trend del mondo del fashion. Un buon esempio di ciò è la passerella del SIMOF, il Salón Internacional de la Moda Flamenca, dove possiamo rimanere aggiornati sulle novità di ogni anno.

Vestiti da flamenco per donna

Nel mondo del flamenco, la donna rappresenta spesso il fulcro visivo della spettacolo. La varietà degli abbini femminili, di conseguenza, è immensa e la scelta non è mai casuale quanto, piuttosto, una dichiarazione di intenti artistici.

Stili e design

Esistono due grandi famiglie di design quando parliamo di abiti di flamenco per donne destinati al ballo:

  1. l’abito intero: il classico traje de flamenca. Un pezzo unico che dona una linea continua e statuaria alla ballerina.
  2. il due pezzi, gonna e top: molto utilizzato in fase di prove e negli spettacoli moderni per la loro versatilità. La presenza di due pezzi permette inoltre di combinare colori e stili differenti, aggiungendo complessità all’indumento.

Menzione d’onore, inoltre, per la bata de cola; si tratta di uno spettacolare abito dotato di uno strascico (la cosiddetta cola) che può superare il metro e mezzo di lunghezza. Richiede una tecnica di ballo specifica e molto complicata, dal momento che la bailaora deve “domare” lo strascico e farlo volare come se rappresentasse un’estensione della propria anima.

Come scegliere il vestito giusto

Se hai intenzione di avvicinarti al ballo o vuoi semplicemente possedere un abito tradizionale flamenco, questo è quello che dovresti tenere in considerazione durante la scelta del vestito:

  • tessuto: per ballare, cerca tessuti sintetici di alta qualità come il punto seta; elastici e traspiranti, i più comodi possibili. Per una feria, invece, il popeline di cotone rappresenta la scelta migliore poiché sostiene bene la forma dei volantes, anche se è un po’ più rigido come tessuto.
  • peso: un abito troppo pesante ti stancherà dopo pochi minuti, per cui assicurati che il volume delle balze non comprometta la tua agilità e la tua stamina.
  • taglia: l’abito deve essere abbastanza aderente, come una seconda pelle, ma deve anche permetterti di poter alzare le braccia sopra la testa e di muoverti agilmente. I migliori abiti sono naturalmente realizzati su misura.
  • ampiezza della gonna: per ballare ed avere un effetto wow la gonna deve essere abbastanza ampia da permetterti di afferrarne i lembi e muoverli con le mani.

Tendenze attuali

Oggi la moda flamenca sta vivendo un rinascimento affascinante. Le tendenze attuali puntano su una fusione sostenibile: si ricercano tessuti ecologici ma tecnicamente avanzati, leggeri e capaci di sostenere ampi volumi di volantes.

A livello cromatico, gli ultimi anni hanno visto un ritorno ai toni della terra (come la terracotta, l’ocra e il verde oliva) mescolati con dettagli neon o metallizzati per gli spettacoli serali.

Da menzionare anche un largo uso di maniche a sbuffo o con micro-balze che arrivano fino al polso, rendendo i movimenti delle braccia più teatrali e carichi di emozione.

Vestiti da flamenco per uomo

abito uomo

I vestiti da flamenco per uomo sono spesso sottovalutati e poco trattati, ma la figura maschile nel ballo è sinonimo di eleganza sobria e potenza. Il costume maschile non ha balze, ma è comunque dotato di una storia e una complessità tutte sue.

Evoluzione nei secoli

L’abbigliamento maschile tradizionale deriva direttamente dal traje corto (o traje campero), ovvero l’abito da lavoro dei vaqueros (allevatori di bestiame) e dei proprietari terrieri andalusi.

Originariamente composto da pantaloni a vita alta, camicia bianca, giacca corta (chiamata chaquetilla) e il caratteristico cappello a testa larga (sombrero cordobés), questo vestito è letteralmente passato dai campi agricoli ai teatri. Nel corso dei decenni, per le esibizioni sul palco, si è abbandonata la giacca rigida in favore di gilet più leggeri o camicie dal taglio più ampio e morbido, permettendo maggiore libertà nel movimento delle braccia e del busto. Oggi, vediamo anche influenze moderne con pantaloni più attillati e tessuti elastici.

Il ruolo nel ballo

Mentre la donna gioca con il vestito, durante la danza flamenca l’uomo gioca con la linea del corpo. L’abito flamenco maschile ha il compito di evidenziare la postura: la schiena dritta, il petto fiero e, soprattutto, i piedi. I pantaloni sono spesso leggermente più corti o aderenti alla caviglia, lasciando modo di apprezzare le scarpe da flamenco e la tecnica del zapateado – il tipico ritmico sbattere dei piedi sul pavimento. Il costume maschile non deve dunque distrarre dalla figura femminile, ma incorniciare la virilità e la drammaticità della performance. È un’eleganza che non urla, ma comanda rispetto.

Vivi la magia del flamenco a Granada

Leggere di balze, tessuti e storia è sicuramente affascinante, ma sentire il fruscio di un vestito da flamenco che fende l’aria a pochi metri da te è un’esperienza che ti cambia.

Se vuoi vedere come questi abiti prendono vita, come i colori si fondono con il ritmo della chitarra flamenca ed il profumo della cucina andalusa, ti aspettiamo da Jardines de Zoraya. Nel cuore dell’Albaicin, ti offriamo non solo uno spettacolo di flamenco autentico con artisti di fama mondiale, ma anche un viaggio culinario tra i sapori di Granada.

Domande frequenti sul vestito da flamenco

Quando sono stati inseriti i pois nell’abito da flamenco?

Al giorno d’oggi, l’abito è quasi sempre lungo e di solito ha una scollatura, rotonda, a V o quadrata, che si adatta alla vita e si apre sui fianchi. Di solito è decorato con volant sulle maniche e sulla gonna ed è solitamente in colori vivaci. Si possono trovare in disegni semplici, ma di solito sono stampati, il più tipico dei quali è il pois.

Ma conosci l’origine dei pois sul vestito da flamenco e la loro storia? I primi pois apparvero casualmente nel XVIII secolo, per un errore di stampa. L’effetto non piacque ai sarti dell’epoca, per cui i tessuti vennero venduti a prezzi molto bassi, il che significava che venivano acquistati soprattutto dalle persone più povere, che ne facevano abiti da indossare alle fiere del bestiame. Così, una stampa nata come un’abitudine ha finito per diventare uno dei principali segni distintivi di un costume conosciuto in tutto il mondo.