Piccole porzioni, grandi significati: le tapas sono molto più di semplici assaggi e raccontano una parte profonda della cultura spagnola. Se stai pianificando un viaggio in Spagna non puoi fare a meno di prevedere un pranzo o una cena a base di tapas. I gusti decisi ma allo stesso tempo delicati di questi piatti sapranno conquistare il tuo palato e il tuo cuore!
In questo articolo chiariremo innanzitutto il significato della parola “tapas” e capiremo come mai sono parte integrante della cultura spagnola e possono raccontare molto del modo di vivere la vita degli spagnoli.
Si tratta di piccoli piatti, più o meno elaborati, che si spizzicano di tanto in tanto tra una birra e l’altra o con altri tipi di bevande. Più che dei piatti specifici, il termine tapas indica proprio una quantità: tutte queste pietanze si caratterizzano per essere porzioni ridotte. E attenzione, non si tratta di risparmiare: le porzioni così ridotte favoriscono la condivisione del cibo e la socialità tra i commensali.
Le tapas sono una tradizione molto diffusa in tutta la Spagna e possono variare a seconda delle zone. Inoltre quello delle tapas può essere considerato quasi come un vero e proprio rituale, con precise regoli sociali e obiettivi che vanno oltre la sazietà.
Le tapas costituiscono una tradizione molto antica che risale almeno all’Ottocento e la loro nascita porta con sé diversi aneddoti e leggende.
Letteralmente “tapa” in spagnolo significa “copertura” e deriva da “tapar”, “coprire” in italiano. Non è chiaro esattamente da dove derivi questa idea di copertura, tanto che ci sono diverse leggende a riguardo.
Nella leggenda più famosa, le tapas nascono per il capriccio di un re. Si racconta che Alfonso X di Castiglia, detto “il Saggio”, durante un periodo di malattia fosse costretto a bere vino solo se accompagnato da piccoli bocconi di cibo, per reggerlo meglio. Una volta guarito, avrebbe imposto alle taverne di servire sempre qualcosa da mangiare insieme al vino, trasformando una semplice prescrizione medica in un’abitudine capace di diffondersi in tutto il resto della Spagna.
Un’altra versione, molto popolare in Andalusia, chiama in causa Alfonso XIII: durante una sosta in una taverna di Cadice, in una giornata ventosa, il cameriere avrebbe coperto il bicchiere del re con una fetta di jamón per proteggerlo dalla sabbia, dando vita al “coperchio” commestibile. Il sovrano apprezzò così tanto l’idea da chiedere un altro bicchiere “con tapa”, e da lì l’espediente diventò usanza: il bicchiere non si servì più da solo, ma sempre accompagnato da un piccolo assaggio che invoglia a fermarsi, bere e ordinare ancora qualcosa.
Oltre che per le ventose coste andaluse, qualcuno afferma anche che le tapas siano un’invenzione degli osti:
Inoltre, quella di non ubriacarsi era un’esigenza per molte persone: soprattutto i contadini erano soliti consumare piccoli pasti solidi, come pane, formaggio o prosciutto, per “tappare” lo stomaco tra un pasto e l’altro, accompagnando il vino e ritrovando così energia e calore, soprattutto in inverno.
In generale si concorda sul fatto che non ci sia un’unica origine, ma che la nascita delle tapas sia stata il frutto di una convergenza di usi sociali.
Andare a mangiare tapas con qualcuno non è solo un modo per pranzare o cenare ma si tratta di riservarsi un momento della giornata per rilassarsi, conoscere persone nuove e rafforzare vecchi legami.
Un’espressione spagnola molto diffusa è “ir de tapeo” cioè spostarsi di bar in bar per bere e mangiare tapas. È un’abitudine che esiste anche in alcune zone dell’Italia: ad esempio, i veneziani lo chiamano Bácaro tour. Si tratta di una specie di rituale, il modo in cui generalmente vengono consumate le tapas dalla popolazione locale. Ovviamente non è nemmeno l’unico modo, infatti è comune anche che le persone rimangano sempre nello stesso bar e ordinino due o più giri.
In ogni caso, le tapas vengono sempre messe al centro del tavolo e condivise tra tutti i commensali: questa sì che è una regola abbastanza fissa. Questo modo di mangiare favorisce la condivisione e la conversazione. Se i piatti si trovano al centro del tavolo, le persone hanno la possibilità di assaggiare più cose, si prolunga il tempo passato insieme e la cena diventa un momento di relazione più che un semplice atto alimentare. La tradizione delle tapas costituisce una forma di convivialità informale e democratica: tutti attingono dagli stessi piatti, non ci sono portate rigide né ruoli formali, e il bar di tapas diventa uno spazio di comunità e socialità.
Le tapas non sono tutte uguali, ma possono includere sostanziali differenze. Seppur accumunate dal fatto che la porzione è ridotta, le tapas possono essere piatti caldi, come le tortillas, o freddi, come il salmorejo, particolarmente elaborati, come le croquetas, o molto semplici, come le olive. E poi ancora possono essere servite in piccoli piatti di terracotta o direttamente su una fetta di pane e, in quest’ultimo caso, prendono il nome di pinchos o montaditos.
Oltre alle tapas più classiche, che sono facilmente reperibili in tutta la Spagna, devi tenere a mente che le materie prime di terra e di mare variano a seconda della zona territoriale in cui ti trovi. Infatti, è molto comune trovare differenze regionali nell’offerta di tapas, per questo motivo se ti trovi in Andalusia troverai frittura di pesciolini e zuppe fredde come l’ajoblanco, se stai visitando la Galizia ti conquisterà il polpo alla galiziana, mentre se sei in Catalogna devi assolutamente assaggiare il famoso pa amb tomàquet.
Molte tapas tradizionali si prestano bene anche a chi segue diete vegetariane, vegane o senza glutine, ma richiedono sempre qualche attenzione in più al momento dell’ordine.
I vegetariani apprezzano particolarmente piatti come tortilla de patatas, patatas bravas, pimientos de padrón, espinacas con garbanzos, zuppe fredde come gazpacho e salmorejo (chiedendo di togliere jamón e uovo), oltre a insalate, formaggi e verdure grigliate.
I vegani possono puntare sui piatti naturalmente privi di derivati animali, ad esempio il gazpacho, l’ajoblanco, le patate al forno o fritte con salse senza maionese, funghi e verdure saltate, espinacas y garbanzos all’andalusa, olive e legumi, chiedendo sempre di eliminare eventuali topping di origine animale.
Per i celiaci esistono molte tapas naturalmente senza glutine, come jamón, formaggi, polpo, piatti di pesce o carne alla griglia e zuppe fredde servite senza pane, ma è essenziale chiarire fin da subito l’esigenza di mangiare gluten free per evitare impanature, salse addensate con farina e contaminazione nelle friggitrici, motivo per cui oggi sono sempre più diffusi locali e menù con opzioni specificamente certificate.
Come dicevamo già in precedenza, le tapas nascono come accompagnamento per le bevande. Queste sono tendenzialmente fresche e alcoliche ma non mancano certo le versioni senza alcool per chi le desidera.
In ogni caso, l’abbinamento tra tapas e bevande è soprattutto una questione di freschezza e convivialità: nei bar si ordinano in genere piccole birre, calici di vino o drink leggeri che accompagnano senza coprire i sapori.
La scelta più comune è un bicchiere di birra chiara, perfetta con tapas fritte e saporite come patatas bravas, croquetas o calamari, mentre vini bianchi e rosati freschi si sposano bene con pesce, frutti di mare e insalate, e i rossi leggeri con jamón e formaggi.
Tra le bevande tipiche spiccano il tinto de verano (vino rosso con bibita al limone e ghiaccio), molto più diffuso tra gli spagnoli della sangría, e il vermut, ideale con olive, conserve di pesce e piccoli piatti freddi. In contesti più moderni o festivi compare anche il cava, lo spumante spagnolo, abbinato a tapas più creative o di ispirazione gastronomica.
Soprattutto nel Nord della Spagna non manca mai neanche la sidra, una bevanda leggermente alcolica ottenuta dalla fermentazione della mela.
Come dicevamo già in precedenza, le tapas nascono come accompagnamento per le bevande. Queste sono tendenzialmente fresche e alcoliche ma non mancano certo le versioni senza alcool per chi le desidera.
In ogni caso, l’abbinamento tra tapas e bevande è soprattutto una questione di freschezza e convivialità: nei bar si ordinano in genere piccole birre, calici di vino o drink leggeri che accompagnano senza coprire i sapori.
La scelta più comune è un bicchiere di birra chiara, perfetta con tapas fritte e saporite come patatas bravas, croquetas o calamari, mentre vini bianchi e rosati freschi si sposano bene con pesce, frutti di mare e insalate, e i rossi leggeri con jamón e formaggi.
Tra le bevande tipiche spiccano il tinto de verano (vino rosso con bibita al limone e ghiaccio), molto più diffuso tra gli spagnoli della sangría, e il vermut, ideale con olive, conserve di pesce e piccoli piatti freddi. In contesti più moderni o festivi compare anche il cava, lo spumante spagnolo, abbinato a tapas più creative o di ispirazione gastronomica.
Soprattutto nel Nord della Spagna non manca mai neanche la sidra, una bevanda leggermente alcolica ottenuta dalla fermentazione della mela.
In quanto piatti conviviali, le tapas si ordinano generalmente a gruppi di 2 o 3 piatti (ovviamente anche in base a quante persone devono mangiare) e poi man mano che arrivano se ne ordinano altre e si condividono con gli amici.
Ricordati che oltre alle tapas più sostanziose, come quelle con le patate e la carne ad esempio, ci sono anche dei piatti molto più leggeri come le insalate e le zuppe, perciò cerca di bilanciare i piatti quando fai l’ordine. Se stai “andando di tapas” con i tuoi amici, il nostro consiglio è sempre quello di ordinare più piatti così riuscirete tutti ad assaporare diversi gusti tradizionali!
Infine, fai attenzione quando ordini una birra in Spagna: non basta dire “una cerveza, por favor!”. Devi richiedere al cameriere direttamente il bicchiere della grandezza che preferisci, chiedi:
Le birre con cui si servono le tapas sono tutte generalmente bionde e con un gusto leggero che non copre la sapidità degli stuzzichini.
Il panorama culinario di Granada è molto vasto e insieme alle tapas puoi trovare anche altri piatti della tradizione spagnola. Prima fra tutte la paella: è una ricetta tipica della città di Valencia ma può essere gustata in tutta la Spagna. Abbiamo scritto una guida sui migliori locali dove mangiare paella a Granada, non perdertela!
Se vieni a Granada, oltre agli spettacoli di flamenco, all’Alhambra e le sue altre mille meraviglie, ti consigliamo assolutamente di “andare per tapas”! Questo piccolo tour gastronomico a tappe è una tradizione ancora molto viva nella città e non è raro vedere gruppi di amici, colleghi o famiglie che si riuniscono nei bar.
La regione andalusa ha subìto molte trasformazioni nel corso del tempo, in gran parte a causa delle dominazioni che l’hanno caratterizzata. Partendo dai Greci e i Fenici e passando per i Romani, la Spagna divenne un dominio arabo nel 711 d.C. Furono proprio gli arabi a darle il nome di Andalus. Successivamente, i cristiani riuscirono a riconquistare questi territori ma le influenze della cultura e delle scienze arabe non sparirono. Agli arabi infatti si devono molte innovazioni tecnologiche come un nuovo modo di coltivare i campi e un nuovo sistema di irrigazione che risultava molto più efficiente.
Da un punto di vista gastronomico, gli arabi introdussero nuovi ingredienti come alcune spezie (soprattutto coriandolo e cumino), la frutta secca e l’olio di oliva usato in modo più consistente. Sono dovute dall’influenza islamica anche nuove tecniche di cottura e di marinatura e l’abitudine di preparare piatti dal sapore agrodolce. Infine, grazie alle nuove tecniche di coltivazione che aumentarono la resa dei raccolti, questo territorio divenne ricco di ortaggi e legumi – come risulta evidente in tutte le squisite tapas a base di verdure che si possono trovare in qualsiasi bar dell’Andalusia.
Un altro elemento molto presente nella cucina andalusa è il maiale: rabo de toro e chicharrones sono solo alcuni dei piatti più famosi. In questo caso ovviamente non si tratta di un ingrediente di derivazione araba, ma che risale ai tempi della riconquista dell’ al-Andalus (così gli arabi chiamavano i loro territori in Spagna) da parte dei cristiani.
I locali granadini presentano un’ ampia offerta, con una prevalenza dei piatti di terra che comprendono ingredienti locali e di alta qualità. Le tapas tipiche di questa città uniscono perfettamente la cultura contadina del posto con le influenze moresche che hanno caratterizzato queste terre.
La particolarità di questa città consiste nel fatto che spesso qui le tapas vengono portate al tavolo insieme alle bevande e sono incluse nel prezzo.
Tra queste troviamo per esempio le habas con jamón (fave saltate con prosciutto), la carrillada (guancia di maiale stufata), le croquetas farcite con diversi ingredienti e i pimientos rellenos (peperoni ripieni).
Al posto della paella, intesa in modo tradizionale “alla valenciana”, a Granada è più diffuso un piatto chiamato migas cioè una preparazione a base di briciole di pane fritte con aglio, peperoni e chorizo (un salume di maiale e manzo insaporito con molta paprika e aglio).
Molto famosa è anche la tortilla del Sacromonte, una frittata tipica del quartiere Sacromonte di Granada. Questo piatto recupera ingredienti che altrimenti andrebbero scartati come midollo e cervella di maiale e li mischia con alcune verdure.
Infine, parlando di piatti freddi non possiamo non citare il remojón granadino (un’insalata di arance, uova e olive), piatto che non è semplice reperire in altre zone della Spagna.
Non mancano anche i piatti di mare: una delle tapa più famose è le sardinas ahumadas, sardine affumicate.
Per approfondire la conoscenza di questo e molti altri piatti, ti consigliamo di leggere l’articolo sul cibo tipico di Granada!
Finalmente ora ti è più chiaro cosa sono le tapas e forse ti sei fatto anche un’ idea di quelle che potrebbero piacerti, quindi perché aspettare? Scegli i tuoi locali preferiti leggendo la nostra guida dei 10 migliori locali di tapas a Granada (2026) e goditi le prelibatezze che la città ha da offrire!
Noi ti aspettiamo da Jardines de Zoraya per un’autentica esperienza spagnola a 360 gradi con una cena tipica a base di tapas e uno spettacolo di flamenco che ti lascerà senza fiato!
In spagnolo tapa significa letteralmente “coperchio” o “copertura” e viene dal verbo “tapar”, cioè “coprire”. Questo termine è stato poi usato per indicare una piccola porzione di cibo che “copre” il bicchiere, servita insieme alla bevanda come accompagnamento. Nel linguaggio comune, le tapas indicano una piccola porzione di cibo che viene comunemente accompagnata alle bevande.
In italiano il termine “tapas” di solito non si traduce e si usa direttamente la parola spagnola. I significati più vicini sono “stuzzichini”, “assaggi”, “spuntini” o “piccole porzioni”, soprattutto in contesto di aperitivo.
Tra le tapas più conosciute in tutta la Spagna ci sono Tortilla de patatas, Patatas bravas, croquetas, Jamón ibérico o serrano, Ensaladilla rusa, albóndigas (polpette), Pulpo a la gallega e Pimientos de Padrón. In Andalusia e a Granada si aggiungono spesso zuppe fredde come Gazpacho o Salmorejo e piatti di pesce fritto o di carne stufata serviti in piccole porzioni.
Le tapas si possono prendere a qualsiasi ora della giornata, ma i momenti più tipici sono l’aperitivo e la serata, indicativamente tra fine pomeriggio e tarda sera. In molte città si esce “de tapas” o “de tapeo” al posto della cena tradizionale, passando da un bar all’altro e ordinando ogni volta bevanda e piccolo piatto.
Le bevande più comuni sono la birra alla spina in formato piccolo (caña), i vini bianchi, rosati o rossi leggeri, il Tinto de verano (vino rosso con bibita al limone e ghiaccio) e il Vermut, soprattutto all’ora dell’aperitivo. In contesti più moderni compaiono spesso anche il Cava (spumante) e cocktail leggeri, mentre bibite analcoliche e acqua accompagnano le tapas per chi non consuma alcol.
Tapa è qualsiasi piccola porzione di cibo servita come accompagnamento alla bevanda, con o senza pane. I montaditos sono invece piccoli panini o fette di pane farcite (con carne, pesce, formaggi, verdure, salse): sono quindi una “famiglia” specifica di tapas, tutte basate sul pane farcito.
Le tapas sono stuzzichini serviti su un piattino, spesso da condividere, e non devono per forza includere pane. I pinchos (o pintxos, soprattutto nel nord della Spagna) sono di solito bocconi montati su una base di pane e bloccati da uno stuzzicadenti o spiedino, spesso esposti sul bancone.
Il prezzo varia molto da città e zona: in bar di quartiere o in alcune città andaluse una tapa semplice può costare intorno a 1,5/3 €, mentre nei centri molto turistici o nei locali gourmet può salire a 3/6 € o più. In città come Granada è ancora frequente che una tapa base sia inclusa nel prezzo della bevanda, mentre altrove si paga a parte e spesso si può scegliere tra formato tapa, media ración (mezza porzione) e ración (porzione intera) da condividere.